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Federica

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Ricordati sempre che:
Er Fumo noce gravemente aa salute tua e de chi te stà ntorno! 
Er tuo medico o er tuo farmascista possono aiutatte a smette de fumà!
un saluto
Francesco
Aug. 12

Brave New World

December 01

Panico in Ecolab

Una sola frase: Bruce menomale che ci sei tu!!!
Attimi di panico e terrore vero nell'ecolab 4.
Ma noi ce la faremo, questo è certo
November 30

Il Sig.Cancello

E' rimasto perplesso, il Sig. Cancello.
Non si aspettava tanta impetuosità. Del resto erano anni che  le sue giornate trascorrevamo scandite solo da un certo e regolare andirivieni. Qualche stranezza, si, ma giusto di tanto in tanto. Il postino tutte le mattine, la vecchietta del terzo piano sempre seguita dalla badante con quel sapore di Est, l'amministratore, la famigliola della scala B. Rari i baci rubati negli ultimi anni, e troppo lontani i tempi degli amori da portone. Per questo, quella notte, è stata una gioia per i suoi occhi. E che stupore dinanzi a quella irrefrenabilità.... tanto da restare a bocca asciutta. "Calma signori, calma!" diceva scomposto e scarlatto in viso.  Sotto al fervore dell'imbarazzo ghignava però soddisfatto della sua complicità. E malinconico ricordava i tempi in cui il suo ruolo di vigile amico era pura quotidianità.
Un occhio strizzato e un sorriso malizioso per ringraziare i due giovani di quegli attimi di vitalità.
 
November 29

maledetto tacchino

Avevo portato le bistecche. Due buonissime bistecche di tacchino. Belle, bianche, sane. Accompagnate dalle croccanti gallette di riso. Possono due bistecche rifiutarsi di essere mangiate? Le Wonder-bistecche hanno resistito a tutto. 3 ore fuori dal freezer. Acqua calda. Botte violente nel lavandino. Niente, non hanno ceduto. Sono riuscite a tornare a casa sane e salve.  E sul patibolo al posto loro è salito lo spaghetto. Non solo, lo spaghetto all'amatriciana. Piccante, molto piccante, si è ben vendicato infiammando le due assassine. Un'ultima vendetta, ha pensato. Per questo ha chiesto la complicità dell'irascibile peperoncino. Bando alle coincidenze, non è stato un caso. Non è stato il fato a far infiammare il nostro corpo proprio durante l'incendio nei sotri ricordi. E' tutta colpa del tacchino. Se non se la fosse filata, lo spaghetto non avrebbe avuto motivo di ripicca. E non ci saremmo ritrovate davanti allo schermo di un computer con il fuoco in bocca, e nell'anima.
Maledetto tacchino
 
 
November 24

Mi giro e vedo...

io 030

Tre sagome,  quattro persone, forse un cane, il buio calante, molto freddo, tanto tempo fa

Quanta strada

November 16

L'effimeratezza, nell'East Sussex.

Ascoltavo Guccini, e la macchina viaggiava per la campagna , in odor di East Sussex.
La  mente  fuggita altrove. Fuggita per un attimo, fuggita inaspettatamente, fuggita ancora dopo tanto tempo. Fuggita stranamente questa volta. Felice, ora. Libera di ritornare con la mente ai ricordi, senza precipitare nei buchi neri dell'anima. Libera di pensarti senza soffrire di quel male bastardo che ti colpisce a tradimento.
E così... i ricordi. E le riflessioni. Quanto ci siamo amati Andrea, e quanto abbiamo ritenuto le nostre vite imprescindibili l'una dall'altra. Quanto abbiamo ritenuto essenziale ogni attimo trascorso insieme. Quanto ci siamo sentiti " il tutto". Quanto ci ha contorti,piegati, plasmati, costruiti e distrutti il nostro amore. Ed ora è un successo poter dire il tuo nome. Ora è una conquista la guarigione. Ora è un merito essere felici da soli. 
E la mia mente ha viaggiato per l'effimeratezza dei sentimenti. Le tue mani sono state ancore. Le tue parole hanno lenito dolore.  Le tue dita hanno asciugato lacrime. Le tue braccia hanno contenuto la foga di decisioni difficili. Le tue orecchie hanno ascoltato la disperazione della perdita. I tuoi occhi hanno visto il furto della vita. E tutto questo ci è sembrato indispensabile, certo, inalienabile ed infinito.
Poi tutto è crollato. Troppo per noi. Dal tutto, ci siamo sentiti il niente.La rabbia, l'odio e  l'indifferenza sono sono diventati il tutto, la costante, l'unica vaga certezza. Ferite e anime squarciate, detriti di un amore. E ci è sembrato tutto quel che restava.
Pochi gli spiragli di sereno nelle giornate di tempesta. Poche speranze per il futuro. Nessun cenno di nuova e vera gioia in quei momenti.
Ed ora? Quelle mani non paiono più ancore, quelle parole non sono più balsamo per le ferite. Ma non feriscono più. Quell'amore non è più la nostra vita, ma quella rabbia non è più una costante. Non siamo più il tutto, ma non ci  sentiamo più il niente. Non riempiamo più le nostre vite, ma non ci sentiamo più svuotati.
Ora mi perdo nella campagna dell'East Sussex, e l'unico mio scopo di vita è immagazzinare immagini di mondo. E' vivere. E' sentire.
L'amore e la rabbia, un tempo eterni e vitali, sono fuggiti via.
Ma noi siamo quì. Nuovi. Ricostruiti. Restarurati. Rigenerati. Diversi, ma siamo quì. Vivi. E soprattutto, felici.
 
November 14

Violenta bellezza

Spitafeld Market
The old one
Vecchia aria inglese, umido gelo novembrino. Cammino tra polverosi ricordii di guerra, cappelli consumati, scarpe vissute, opaca paccottiglia  invecchiata , scintillanti abiti appartenuti a giovani donne di società, quadri un tempo appesi accanto a sete e broccati.
Uno dopo l'altro si susseguono vecchi venditori ingialliti dal tempo e raggrinziti dal freddo
Uomini e donne incassati in giacconi vecchi di anni, spalle ricurve, guanti, sciarpe e cappelli di lana per contenere quel poco di calore che ancora rimane.
Passeggio distratta, l'attenzione catturata a tratti da corsetti ancoa intatti e argenti sepolti.
Alzo la testa, lancio un'occhiata all'asimmetrica piazza.
Ed eccolo lì. Inaspettata ed inimmaginabile bellezza. Esclusivo lusso per gli occhi. Nulla  di mai visto prima.
Neppure uno sguardo incrociato, rubo fugacemente qualche sua immagine. La memoria, l'unico ricordo che possa conservare.
Un dono di Venere, non può certo essere una creatura di questa terra.
Così estraneo nel suo completo formale, così lontano con la sua cravatta annodata, le sue scarpe eleganti e i capelli ben pettinati.
Estrema quasi violenta bellezza.
Pochi attiimi e scompare, così com'era arrivato.

Corri

Buio, tanta  aqua , e tanti camion
guardiamo l'orologio ed è tardi, tardi tardi
e allora corri corri corri
Permesso permesso pemesso
scusate  vado di fretta
permesso permesso permesso
ma come mai questa ressa?
posso passare? rimango a  terra...
grazie grazie grazie
Prego signorina, da questa parte
via la giacca, bracciale, anello, borsello, e anche il cappello
il cappello... pegno pagato per un bacio rubato
e ancora corri, corri corri
ultima chiamata
ultima arrivata
salgo, chiudo gli occhi, e dormo
dormo dormo dormo
 
November 10

Promessa

Non ci saranno più
Non li faremo più entrare
Niente e nessuno
Perchè ci saremo sempre
Perchè è tutto più facile
Perchè siamo al sicuro
Perchè mi basta guardarti
Perchè ti basta sentirmi
Perchè le mie rime ti raccontano davvero
Perchè tu sai cosa dirò
Perchè se fossi lì... quante risate
Perchè se anche non sei quì ... quante risate
 
 
 
 
 
November 08

Musica per le sue orecchie

Il traffico scorre tra i pini marini.
Una mattina qualunque, di un'estate che proprio qualunque non è, in un villaggio costiero come tanti altri, seppur addolcito da quel sapore di azzurro Francia .
L'auto frena, rantola, e ansante si ferma. Qualche respiro nell'afa di agosto. Finestrini abbassati, dai polmoni delle due donne fuggono le parole di una canzone troppo sentita, troppo sofferta, troppo compatita.
Nel caos di portiere, ruote e retrovisori spunta quel volto.
Occhi velati dalle immagini del Mondo, grigi avanzi di antichi azzurri sfumati. Spenti fili grigi , sporchi, spezzati, matrattati, stretti in un laccio che ne ha viste più di lui. Si avvicina, lentamente si piega sulle sue stanche ginocchia.
Inaspettata la sua velata serenità si lascia incorniciare da una barba vecchia di giorni.
Non domanda spicci o monete, nè acqua, ne qualcosa da mettere sotto i denti. Dignitosamente vive la sua povertà.
Non chiede, non parla. Sotto ai baffi ingialliti si apre solo un sorriso, interrotto quà e là da qualche dente mancante.
Il capo si inclina, si avvicina l'orecchio buono, in una buffa posizione.
Le mani nodose e macchiate dagli anni intonano una dolce danza . Una mano delicata si apre, e silenziosamente prega per qualche altro attimo di quel'amabile ritmo.
Non parla, non chiede, non implora.
Ascolta, ringrazia e se ne va.
November 07

Braccia

- Fino a quando ci sarà un paio di braccia disposto a stringerci, saremo in salvo.
Basta che siano braccia, poco importa di chi, e non sentiremo più freddo.
Mi immergo in questo abbraccio-
 
Marcela Serrano
 
Non neghiamo, l'amore è egoismo. E' necessità di tenere, necessità di prendersi cura. Necessità di sentimento. Necessità di importanza . Poco importa che sia reale.
E' amaro, crudo, inaccettabile, ma se non vi sta bene, lamentatevi con la natura.
Certo è forse l''unica forma di egoismo poco dannoso. In genere.
 
 
November 04

Notre Dame

In un'anonima strada senza il fascino del centro senza il fascino dell'abbandono periferico
senza nobilità senza volgo senza caste senza parte nè porte
senza passione sentimento disperazione
in una strada senza distinzione
un'anonima donna ripara col suo autunnale ombrello una vecchia gobba titubante
-L'accompagno signora - La mia è la casa accanto
La vecchia è temprata, così dice.
La sua gobba parla per lei
L'anonima tace anonimamente nell'eccezionalità del suo gesto.
Volge il silenzio, disturbato dalle pesanti acque
Un tramonto d'autunno
 
November 03

Libretto d'istruzioni

Ognuno di noi dovrebbe avere un libretto di istruzioni. O meglio, ognuno di noi dovrebbe scriverne uno per se stesso.
Multilingue, possibilmente. Magari anche diviso per capitoli, ordinato, chiaro e consultabile velocemente. In fin dei conti siamo alle porte del 2009,siamo nell'era della tecnologia. Ci sono libretti di istruzioni per ogni cosa. Guardatevi intorno, aprite una qualsiasi scatola di un qualsiasi oggetto. Ci sono istruzioni per ogni cosa. Istruzioni per la digitale, per il PC, per il Tom Tom, per l'I-phone, per le cucine ikea.( E fin quì è anche normale dato che senza istruzioni la maggior parte di noi non saprebbe neanche in che verso guardarli). Poi ci sono oggetti che sembrano inventati appositamente per potervi allegare delle istruzioni. ( ovvero quegli oggetti di cui senza istruzioni non potremmo neanche mai immaginare l'uso). macchina del pane ( uno shuttle in miniatura), macchina chiudi-sacchetti ( che sta facendo fallire la sopraccitata IKEA - non vende più quelle fantastiche barrette colorate che hanno rallegrato le case di tutti), cornici digitali ( ammetto di aver pensato fossero TV in miniatura). Infine esistono istruzioni per l'uso per gli oggetti meno complessi della storia. Istruzioni di 10 cm per le sorprese kinder; istruzioni per gli abiti. ( ormai le etichette sono talmente lunghe che disegnano la forbicina per farti capire di tagliarle); istruzioni per i post-it, per i portafoto, per le penne, per i quaderni ad anelli. Tutto ha delle istruzioni per l'uso, tranne l'uomo. si, ci sono la psicologia, e la medicina. Ma funzionano più o meno come la statistica, forniscono dei modelli. Ognuno di noi in realtà funziona a modo suo, e sarebbe molto più logico avere un proprio libretto d'istruzioni. E' come se esistesse un solo manuale d'uso per tutti i cellulari. Funziona molto di più averne uno per ogni modello.
E in allegato ad ogni libretto di istruzioni ci dovrebbe essere una scheda tecnica riassuntiva. capitolo 1: il mio corpo. ( Fidatevi, non è così scontato, ed è molto utile!); capitolo 2: i miei valori di base; capitolo 3: pregi e difetti (quando si dice "la trasparenza"...); capitolo 4: come divento felice; capitolo 5: come reagisco quando sono arrabbiata/triste/depressa ( o al maschile); capitolo 6: io e i miei problemi dietetici; capitolo 7: come mi comporto quando sono innamorata; capitolo 8: i miei gusti : cibo, vestiti, uomini/donne, sorprese, musica, sport, serate, film, amici; capitolo 9: come influsice il ciclo mestruale su di me ( per le donne)- come incide sul mio umore il numero di capelli che alla mattina trovo sul cuscino ( per gli uomini). capitolo 10: domande di ripasso.
Penso che la nostra anima e il nostro corpo siano un minimo più complicati di pupazzetti, mobili, e ammennicoli vari. Ma allora perchè TUTTO ha un libretto di istruzioni, ma nessuno ha mai pensato a farne uno per se stesso?
Sarebbe tutto più facile. Troppo facile?
October 15

Esperimento: prendi una mela...

Esperimento:
 
- Prendete una mela
- Tagliatela in due parti della grandezza che preferite
- Assicuratevi che le due parti siano perfettamente staccate una dall'altra
- Ora ricomponete la mela con le due parti tagliate: coincidono? Dovrebbero.
- Ora mettete le due parti separate in frigorifero, e tiratele fuori tra una settimana.
 
Dopo una settimana:
 
- Prendete le due parti della mela, e ricomponete il frutto.
- Le due parti coincidono? A meno che abbiate usato una mela transgenica... non dovrebbero.
- Rimettete le due parti separate in frigorifero per un mese
 
Dopo un mese:
 
- Tirate fuori le due parti della mela ( se riuscite a trovarle dopo la decomposizione)
- Provate ad accostarle: le due parti coincidno? Assolutamente no. ( Neanche se avete usato una mela transgenica)
 
Conclusioni dell'esperimento:
Volendo anche ammettere che la teoria delle due parti di una mela sia vera, che al Mondo in un passato indefinito ci fossero solo esseri androgini, che un giorno qualcuno o qualcosa li divise in due parti, una femminile e una maschile, e che di conseguenza per ognuno di noi al Mondo esista "la parte mancante" ( l'altra parte della mela)... è evidente come le due parti non potranno mai combaciare. Come è facile osservare, il tempo modifica la forma e la struttura del frutto ( figuriamoci la nostra), piano piano esso si decompone, i suoi confini si corrodono a causa dell'aria con cui viene in contatto.
 E si è parlato di una mela, e di 5 settimane di esperimento.
Come possiamo pretendere di trovare NOI la parte che ci manca, dopo essere stati separati per milioni di anni?
Potrà il tempo non aver agito sul taglio che ci separa dalla nostra parte mancante? E' da escludere. E allora come può essere possibile per noi trovare quella parte, se non sappiamo neanche come riconoscerla?
Non mi resta che augurarvi buona ricerca, miei prodi cacciatori della metà perduta
October 12

una rosa

A tutti quelli che vorrebbero qualcuno che dicesse queste parole, e a tutti quelli che vorrebero dire queste parole. Perchè amano, o semplicemente perchè capiscono.
 
Ti regalerò una rosa
Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
E una rosa per poterti amare
Ti regalerò una rosa
Una rosa bianca come fossi la mia sposa
Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
Ogni piccolo dolore
 
 

Chi vince prende tutto

Abbiamo riso tantoieri sera, fino alle lacrime. Pii è arrivata questa canzone e le lacrime per 5 minuti sono state vere. E ognuna di noi credeva di essere l'unica. Ma quando hanno acceso le luci e ci siamo guardate in faccia, Powe rangers, non vi siete sentite un po' meno sole?
 
THE WINNER TAKES IT ALL
 
I don't wanna talk
About things we've gone through
Though it's hurting me
Now it's history
I've played all my cards
And that's what you've done too
Nothing more to say
No more ace to play

The winner takes it all
The loser standing small
Beside the victory
That's her destiny

I was in your arms
Thinking I belonged there
I figured it made sense
Building me a fence
Building me a home
Thinking I'd be strong there
But I was a fool
Playing by the rules

The gods may throw a dice
Their minds as cold as ice
And someone way down here
Loses someone dear

The winner takes it all
The loser has to fall
It's simple and it's plain
Why should I complain?

But tell me does she kiss
Like I used to kiss you?
Does it feel the same
When she calls your name?
Somewhere deep inside
You must know I miss you
But what can I say?
Rules must be obeyed

The judges will decide
The likes of me abide
Spectators of the show
Always staying low
The game is on again
A lover or a friend
A big thing or a small
The winner takes it all

I don't wanna talk
'Cause it makes me feel sad
And I understand
You've come to shake my hand
I apologize
If it makes you feel bad
Seeing me so tense
No self-confidence
But you see

The winner takes it all
The winner takes it all

The game is on agein
A lover or a friend
A big thing or a small
The winner takes it all

Attendere

Oggi ho imparato una cosa nuova: mai lasciar passare troppo tempo senza scrivere. Perchè? Perchè poi si ha troppo da dire. E non si sa da dove iniziare, e i pensieri, le parole, le sensazioni si accumulano, e poi fanno a pugni nel cervello, e alla fine non vince nessuno. Una guerra tra pensieri persa in partenza da tutti. Oggi, il  primo pensiero che esce tutto sommato illeso riguarda l'attesa.

Il 17 di agosto riscoprivo l'attesa come pieno spazio di pensieri per noi stessi, non più sterile vuoto.

Oggi imparo a smettere di aspettare, ad eccezione di me stessa. Avete mai aspettato voi stessi? Aspettare i propri tempi.Aspettare le proprie decisioni: non sempre sono immediate. Aspettare un treno perchè ci va di aspettarlo. Prendere un treno perchè ci va di prenderlo. O perderlo, e aspettare quello dopo.

Nella vita continuiamo ad aspettare tutti e tutto, fuorchè noi. Da bambini aspettiamo che la mamma ci venga a prendere, o il papà. che non arriva mai. All'asilo aspettiamo di andare alle elementari, solo perchè così ci dicono che saremo grandi. In quinta aspettiamo di andare alle medie, sempre per lo stesso motivo. In primavera  aspettiamo le vacanze estive, ad agosto aspettiamo il rientro a scuola, a settembre aspettiamo Halloween, ad Halloween aspettiamo S.Ambrogio, poi aspettiamo Natale, poi Capodanno, e poi l'Epifania, che tutte le feste se le porta via, ma in realtà no, perchè noi iniziaeremo ad aspettare Carnevale, e a carnevale Pasqua, poi ancora l'estate e così via. Alle medie aspettiamo le mestruazioni, perchè così saremo grandi ( nessuno ci dice che sarà solo una rottura di palle mensile). Poi aspettiamo la prima superiore, perchè finalmente usciremo dal quartiere, e vivremo il sogno di ogni ragazzina: la depilazione, perchè "fa donna". Dopo 5 minuti scopriremo di essere state fregate per la seconda volta . O per la terza, se si conta il tanto atteso arrivo del cellulare, ingannevole illusione di libertà.

 Poi tutte le mattine al liceo aspetteremo il suono della campanella della quinta ora ( se si è fortunati, ovviamente, perchè c'è chi come noi doveva aspettare la sesta), perchè finalmente andremo a casa. E a questo punto arriveranno i guai seri, perchè ( sempre se ci è andata bene e non abbiamo iniziato prima), inizieremo ad aspettare un uomo.

Fino a una decina di anni fa perlomeno, l'attesa era una questione tra uomo e donna, e al massimo si attendeva una telefonata. Oggi no, oggi l'attesa si è moltiplicata, perchè si attende il messaggio, si attende la mail, si attende la chiaccherata su msn, e l'amicizia su facebook. Se hai 13 anni poi attendi anche lo squillo, l'emoticon e l'mms, che è anche peggio. Poi inizia ad aspettare che ti inviti a cena, che ti baci, e così via ( anche se casualmente per questo non c'è da aspettare molto).

Tempo due settimane e la sera inizi ad attendere che passi a prenderti, con 40 minuti, o un'ora di ritardo. Ma sei contenta lo stesso, perchè la volta prima non è neanche arrivato.

E la vita prosegue così, aspettando qualcosa che a volte non arriva, e il resto delle volte arriva in ritardo. E quando arriva in orario è talmente prevedibile da daprimerti.

 

Ma a noi chi ci aspetta? io intanto inizio ad aspettarmi da sola

 

 

 

 

September 28

Le due case

C'è sempre un altro lato della medaglia. Una parte nascosta di noi. In genere è la peggiore. Su, è inutile stare a raccontarsela, siamo onesti. E' una parte che c'è in ognuno di noi.
 
Immaginate di avere una bella casa, con dei bei mobili, dove rintanarsi nei freddi giorni di pioggia. Dove bere tisane e cioccolate, dove cucinare biscotti, leggere, studiare, guardare film, festeggiare, fare l'amore, coccolarsi, chiaccherare, nascondersi.
Ecco, è come se poi, oltre a questa casa, ne aveste un'altra, quasi segreta, appartata. Ora immaginate di usare la seconda come magazzino del vostro schifo. Immaginate di accatastare lì dentro marciume sopra marciume, uno dopo l'altro, tutto il peggio che c'è in voi; la violenza, la cattiveria, l'invidia, la gelosia, i brutti ricordi che avete dentro, i giorni di cui vi vergognate, le umiliazioni che avete inferto, le parole che non avreste mai voluto pronunciare, resti di vita, spazzatura delle giornate trascorse, avanzi dei mattoni con cui avete costruito la vostra persona. Immaginate di gettare alla rinfusa tutto ciò di materiale e di immateriale che se posto nella vostra calda e accogliente abitazione potrebbe rovinarvi la vita, ricordarvi come siete veramente.
Così si spiega come vivere meglio. Chiusa la porta della seconda casa, se ne sarete capaci ( non tutti lo sono), tornerete alla vostra serenità, alle vostre pareti colorate, ai vostri tappeti, ai vostri zuccherosi cuscini , alle vostre fotografie più belle, alle cornici, alle tovaglie colorate, ai quadri, alla vostra musica, agli incensi ed ai profumi che vi addolciscono la vita.
E' difficile, ma a quanto pare possibile. C'è chi ci riesce.
C'è chi ha bisogno di un monolocale, chi solo di uno sgabuzzino, chi di una casa intera.
Ora non so se prima o poi il magazzino dello schifo si saturi ed esploda. Questo davvero non lo so.
Forse prima o poi la consapevolezza dell'esistenza di quel luogo ci attanaglierà. E saremo costretti a pulire, e imbiancare come si deve.
 
E pensate che non si tratta solo di una metafora
September 27

Alla faccia

Alla faccia dei "non vali niente"
Alla faccia dei "non ce la farai"
Alla faccia dei "sarai la rovina di chi ti starà attorno"
Alla faccia dei "sei patetica e psicopatica"
Alla faccia del tuo disprezzo e delle tue risate ironiche e altezzose
Alla faccia di tutto questo dico grazie, perchè se non ti avessi incontrato forse sarei stata più serenza,  ma non sarei quello che sono oggi. Mi hai costretto a cambiare, mi hai costretto a reagire, mi hai costretto a combattere contro il mostro della tristezza, mi hai costretto ad aprire gli occhi e guardarti, a guardare lo s chifo che avevo davanti e la possibilità di liberarmi.E infine mi hai costretto a rinascere. Incredibilmente, grazie.
 
 
 
 
 
September 20

Precisazioni. Forse cattive, ma precisazioni.

Precisazioni...
 
- Rimbaud sapeva capire il senso di una metafora, diversamnente da certe altre persone. Ecco l'ennesima dimostrazione dell'inutilità di certi aulici linguaggi, snocciolati alla rincorsa di un'immagine Bohemienne ormai sepolta. Del poeta maledetto si finisce per avere solo una parte. La seconda.
 
- Ammissione di colpa: io, prima ad aver abboccato al fascino del poeta maledetto. Io, davvero molto scema. E' finita che del poeta poi, mi sono beccata solo la maledizione. Ora dico "Grazie al cielo"
 
- Apprezzo questo interesse per i problemi e i blog dei Power Rangers... ma... non rientrava nei canoni dello sfigato?
 
- Quante etichette ti hanno regalato per il Battesimo? Devono essere state tante, visto che non puoi fare a meno di piazzarne una in testa ad ogni persona che conosci. ( e anche che non conosci)... si, devono essere state davvero tante!
E questa sarebbe una vita serena?Ma non faccè ridèèèèèè. E più che altro... machissenefrega!!! Ti abbiamo chiesto qualcosa?
 
- "AMICHE" non si scrive con la KAPPA. Idem per "CHE", e "CHIAMAMI".I baci sono i baci, al limite i KISSES. Ma i KISS KISS decisamente NO. Ed Hello Kitty era simpatica a 13 anni. Ora non è neanche trash; ora è proprio idiota.
 
 
September 15

Il primo cerchio è stato rotto

Metà settembre, e la Fra ha rotto il cerchio della sfiga, oltre quello dell'amore libero. Riuscirà anche a rompere il cerchio delle sizze? Confidiamo in lei. E intanto la ringraziamo
September 10

La fine del Mondo

10 settembre.
Non ho ben capito... il Mondo doveva finire oggi, o oggi inizia la fine del Mondo? E se fosse la seconda alternativa... quando finirà la fine del Mondo?
Ora, i dubbi cosmici sono cruciali, ma quì ne abbiamo di ben più materiali e immediati. Faccio già fatica a cpaire se e a quale corso di danza iscirvermi quest'anno, per non parlare dell'argomento di tesi, e ancora peggio, ( per carità...no!!!) specialistica e master. Come crediate sia possibile per noi precari del 2008 tenere in considerazione anche questi svizzeri che vogliono rivivere l'inizio del Mondo? Era proprio indipensabile? E nel caso fosse indispensabile... concedeteci almeno il silenzio, evitando magari di mettere in discussione le nostre già ultraprecaire vite, ed il loro senso.
 
 
 
September 09

Dito rotto e vita dritta

Grazie alla rottura, finalmente ho un dito dritto. Uno su dieci, certo... ma è meglio di niente!!!Finalmente ora avrò almeno un dito su cui si vedrà lo smalto. Voi credete che sia poco... ma provate cosa vuol dire combattere per 22 anni con le proprie dita per farle stare dritte almeno nei 5 minuti di sciugatura dello smalto!!!
 
 
Considerazione seria della giornata.
 
Non mi hai amato. Mai. Hai amato quello che eri con me. Quello che eri diventato dal giorno in cui ero entrata nella tua vita.
E non hai mai smesso di amarmi. Non te ne sei andato perchè non mi amavi più. Te ne sei andato perchè non ti amavi più come all'inizio. Te ne sei andato perchè non eri più quello dell'inizio, e non potevi certo amarti. Era rimasto ben poco da amare.
 
Ora, forse, posso voltare pagina.
Ora, forse, potrò ricominciare ad amare.
E davvero, io ti ringrazio, per avermi fatto capire cosa sia l'amore vero, incondizionato.
 
September 06

due gambe e mille mani ( meno un mignolo)

Ovviamente un vero anno bisesto non poteva concludersi senza qualche danno fisico.
Ahia, che male. Il mio little toe si è rotto.
Quel mignolino che in tanti avete provato a raddrizzare, quello che non vi capacitate possa essere così rannicchiato... proprio lui, si è rotto, e si è girato dall'altra parte. ve l'ha fatta a tutti!!!! Lui era bello così, lo volevate diverso??? E lui si è proprio rotto.
Maledetta porta. Lo so, è sempre stata lì, ma ieri non doveva esserci. Punto.
 
E intanto cito Marta, che con un passo fuori dal dolore stamattina mi ha regalato una verità: "Bastano due sole gambe. Non quattro."
 
A questo aggiungerò una recente scoperta: quando scopri di poter camminare con due sole gambe, ti ritrovi mille mani accanto. ( e un mignolo in meno, qualche volta)
 
August 31

Somme

31 di agosto. C'è stato silenzio per molto tempo. Un silenzio naturale, sono stati corpo e spirito a richiederlo. E siamo tornati quì, ma solo materialmente. Siamo di nuovo quì, ci guardiamo l'un l'altro, poi ci guardiamo indietro, e finalmente guardiamo avanti, tutti. Si Marta, anche tu, ne sono sicura. Siamo diventati qualcos'altro, te compresa, e ne sono orgogliosa. Continuo a pensare che "prima o poi tutti pieghino il ginocchio", ma non sono più quì ad aspettare, tanto so che prima o poi succederà. Probabilmente non starò neanche a vedere. Un lungo passo avanti.
Qualcuno mi ha detto che possiamo anche guarire, ma non saremo più le stesse di prima. Sacrosanta verità, ma non necessariamente negativa. Saremo meglio. Saremo molto meglio.
Passata Antibes, passata Rhemes, passata addirittura Londra, e per qualcuno Bolsena. Qualcuno è uscito dalla stanza calda in cui era stato rinchiuso, qualcuno è riuscito ad aprire la finestra, qualcuno la sta scavalcando ora. Ma nessuno se ne sta più seduto a piangere e soffocare senza pensare a come uscire. E qualcuno oltre ad essersi immaginato cosa c'è fuori da quella stanza, è riuscito anche a toccarlo con mano. E' riuscito a riconoscere quali fossero le altre stanze chiuse. E a non volerci più rientrare.
 
 
August 12

Antibes

E anche la vacanza al mare è arrivata, ha giocato con noi e se n'è andata, lasciando un mezzo senso di malinconia, ma anche la curiosità mista al desiderio di tornare. Si torna se si ha un motivo per farlo. E ringrazio di avere avuto questo motivo.
Finalmente la vacanza che in parte fa riscoprire se stessi, in parte il resto del Mondo, la vacanza che ti fa scoprire di poter ( e dover) essere felice, di poter ancora credere e sognare, di poter cambiare e di poterti godere la vita. Sia per quello che lasci lontano, sia per quello che ti aspetta a casa.
Il potere del viaggio. Conoscere se stessi osservando il resto del Mondo.
 
Tanti pensieri, ricordi e ringraziamenti attraversano ora la mente, e lasciano la sensazione di aver vissuto.
 
Grazie innanzitutto a Ludmilla, o Francesca o Samy che dir si voglia. Grazie per il viaggio, per gli "amo", per i kilometri, per le risate, per i "mamma... ", per gli abbracci, per gli sguardi d'intesa, per avermi convinto a fare il bagno di notte, per il kilo di crema sull'alberello, per il tonno con i pomodori, per l'autostop, per la lista, per i discorsi seri e quelli "mistici".
Grazie alle dirty dancing.
Grazie a Conso, per la sua griglia, il suo divano, il suo thè alla menta, i vestiti asciutti e puliti, i bagni di notte, le eclair al cioccolato, le sigarette a metà, il nuoto sincronizzato, il coordinamento della nostra idiozia, le indagini sociologiche in spiaggia
Grazie a Giò, per "la Giusy", le cene, il vino, la Fra, le tante, tante risate, per il suo colpo della strega preso ballando ( d'altronde... se non si ha più l'età!!!), per averci lasciato dormire più e più volte...
Grazie a chi si è fermato di fronte al nostro autostop implorante, e a chi ci è rimasto male quando abbiamo rifiutato il passaggio per l'apparenza losca.
Grazie a Sebastièn per gli occhialini
Grazie ai Torinesi per le risate, i cornetti notturni, i dialetti,la spiaggia e la sabbia
Grazie alla mitica 106, che ci ha portato sane e salve a casa, senza piangere neanche un pochino.
Grazie a coppia tristezza, perchè a noi ha fatto un sacco ridere.
E, non dimentichiamo, grazie a chi il giorno della partenza da Milano era con me, grazie per le 5 del mattino, per l'utilissimo caffè, per il pacchetto di rizla, per le risposte ai messaggi, per esserci stato al rientro, per l'accortezza, per i gesti, per l'alba.
 
Ma soprattutto GRAZIE AL CASELLANTE DI VENTIMIGLIA, perchè noi... STIAMO A POSTO COSì!!!
 
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