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    December 01

    Panico in Ecolab

    Una sola frase: Bruce menomale che ci sei tu!!!
    Attimi di panico e terrore vero nell'ecolab 4.
    Ma noi ce la faremo, questo è certo
    November 30

    Il Sig.Cancello

    E' rimasto perplesso, il Sig. Cancello.
    Non si aspettava tanta impetuosità. Del resto erano anni che  le sue giornate trascorrevamo scandite solo da un certo e regolare andirivieni. Qualche stranezza, si, ma giusto di tanto in tanto. Il postino tutte le mattine, la vecchietta del terzo piano sempre seguita dalla badante con quel sapore di Est, l'amministratore, la famigliola della scala B. Rari i baci rubati negli ultimi anni, e troppo lontani i tempi degli amori da portone. Per questo, quella notte, è stata una gioia per i suoi occhi. E che stupore dinanzi a quella irrefrenabilità.... tanto da restare a bocca asciutta. "Calma signori, calma!" diceva scomposto e scarlatto in viso.  Sotto al fervore dell'imbarazzo ghignava però soddisfatto della sua complicità. E malinconico ricordava i tempi in cui il suo ruolo di vigile amico era pura quotidianità.
    Un occhio strizzato e un sorriso malizioso per ringraziare i due giovani di quegli attimi di vitalità.
     
    November 29

    maledetto tacchino

    Avevo portato le bistecche. Due buonissime bistecche di tacchino. Belle, bianche, sane. Accompagnate dalle croccanti gallette di riso. Possono due bistecche rifiutarsi di essere mangiate? Le Wonder-bistecche hanno resistito a tutto. 3 ore fuori dal freezer. Acqua calda. Botte violente nel lavandino. Niente, non hanno ceduto. Sono riuscite a tornare a casa sane e salve.  E sul patibolo al posto loro è salito lo spaghetto. Non solo, lo spaghetto all'amatriciana. Piccante, molto piccante, si è ben vendicato infiammando le due assassine. Un'ultima vendetta, ha pensato. Per questo ha chiesto la complicità dell'irascibile peperoncino. Bando alle coincidenze, non è stato un caso. Non è stato il fato a far infiammare il nostro corpo proprio durante l'incendio nei sotri ricordi. E' tutta colpa del tacchino. Se non se la fosse filata, lo spaghetto non avrebbe avuto motivo di ripicca. E non ci saremmo ritrovate davanti allo schermo di un computer con il fuoco in bocca, e nell'anima.
    Maledetto tacchino
     
     
    November 24

    Mi giro e vedo...

    io 030

    Tre sagome,  quattro persone, forse un cane, il buio calante, molto freddo, tanto tempo fa

    Quanta strada

    November 16

    L'effimeratezza, nell'East Sussex.

    Ascoltavo Guccini, e la macchina viaggiava per la campagna , in odor di East Sussex.
    La  mente  fuggita altrove. Fuggita per un attimo, fuggita inaspettatamente, fuggita ancora dopo tanto tempo. Fuggita stranamente questa volta. Felice, ora. Libera di ritornare con la mente ai ricordi, senza precipitare nei buchi neri dell'anima. Libera di pensarti senza soffrire di quel male bastardo che ti colpisce a tradimento.
    E così... i ricordi. E le riflessioni. Quanto ci siamo amati Andrea, e quanto abbiamo ritenuto le nostre vite imprescindibili l'una dall'altra. Quanto abbiamo ritenuto essenziale ogni attimo trascorso insieme. Quanto ci siamo sentiti " il tutto". Quanto ci ha contorti,piegati, plasmati, costruiti e distrutti il nostro amore. Ed ora è un successo poter dire il tuo nome. Ora è una conquista la guarigione. Ora è un merito essere felici da soli. 
    E la mia mente ha viaggiato per l'effimeratezza dei sentimenti. Le tue mani sono state ancore. Le tue parole hanno lenito dolore.  Le tue dita hanno asciugato lacrime. Le tue braccia hanno contenuto la foga di decisioni difficili. Le tue orecchie hanno ascoltato la disperazione della perdita. I tuoi occhi hanno visto il furto della vita. E tutto questo ci è sembrato indispensabile, certo, inalienabile ed infinito.
    Poi tutto è crollato. Troppo per noi. Dal tutto, ci siamo sentiti il niente.La rabbia, l'odio e  l'indifferenza sono sono diventati il tutto, la costante, l'unica vaga certezza. Ferite e anime squarciate, detriti di un amore. E ci è sembrato tutto quel che restava.
    Pochi gli spiragli di sereno nelle giornate di tempesta. Poche speranze per il futuro. Nessun cenno di nuova e vera gioia in quei momenti.
    Ed ora? Quelle mani non paiono più ancore, quelle parole non sono più balsamo per le ferite. Ma non feriscono più. Quell'amore non è più la nostra vita, ma quella rabbia non è più una costante. Non siamo più il tutto, ma non ci  sentiamo più il niente. Non riempiamo più le nostre vite, ma non ci sentiamo più svuotati.
    Ora mi perdo nella campagna dell'East Sussex, e l'unico mio scopo di vita è immagazzinare immagini di mondo. E' vivere. E' sentire.
    L'amore e la rabbia, un tempo eterni e vitali, sono fuggiti via.
    Ma noi siamo quì. Nuovi. Ricostruiti. Restarurati. Rigenerati. Diversi, ma siamo quì. Vivi. E soprattutto, felici.
     
    November 14

    Violenta bellezza

    Spitafeld Market
    The old one
    Vecchia aria inglese, umido gelo novembrino. Cammino tra polverosi ricordii di guerra, cappelli consumati, scarpe vissute, opaca paccottiglia  invecchiata , scintillanti abiti appartenuti a giovani donne di società, quadri un tempo appesi accanto a sete e broccati.
    Uno dopo l'altro si susseguono vecchi venditori ingialliti dal tempo e raggrinziti dal freddo
    Uomini e donne incassati in giacconi vecchi di anni, spalle ricurve, guanti, sciarpe e cappelli di lana per contenere quel poco di calore che ancora rimane.
    Passeggio distratta, l'attenzione catturata a tratti da corsetti ancoa intatti e argenti sepolti.
    Alzo la testa, lancio un'occhiata all'asimmetrica piazza.
    Ed eccolo lì. Inaspettata ed inimmaginabile bellezza. Esclusivo lusso per gli occhi. Nulla  di mai visto prima.
    Neppure uno sguardo incrociato, rubo fugacemente qualche sua immagine. La memoria, l'unico ricordo che possa conservare.
    Un dono di Venere, non può certo essere una creatura di questa terra.
    Così estraneo nel suo completo formale, così lontano con la sua cravatta annodata, le sue scarpe eleganti e i capelli ben pettinati.
    Estrema quasi violenta bellezza.
    Pochi attiimi e scompare, così com'era arrivato.

    Corri

    Buio, tanta  aqua , e tanti camion
    guardiamo l'orologio ed è tardi, tardi tardi
    e allora corri corri corri
    Permesso permesso pemesso
    scusate  vado di fretta
    permesso permesso permesso
    ma come mai questa ressa?
    posso passare? rimango a  terra...
    grazie grazie grazie
    Prego signorina, da questa parte
    via la giacca, bracciale, anello, borsello, e anche il cappello
    il cappello... pegno pagato per un bacio rubato
    e ancora corri, corri corri
    ultima chiamata
    ultima arrivata
    salgo, chiudo gli occhi, e dormo
    dormo dormo dormo
     
    November 10

    Promessa

    Non ci saranno più
    Non li faremo più entrare
    Niente e nessuno
    Perchè ci saremo sempre
    Perchè è tutto più facile
    Perchè siamo al sicuro
    Perchè mi basta guardarti
    Perchè ti basta sentirmi
    Perchè le mie rime ti raccontano davvero
    Perchè tu sai cosa dirò
    Perchè se fossi lì... quante risate
    Perchè se anche non sei quì ... quante risate
     
     
     
     
     
    November 08

    Musica per le sue orecchie

    Il traffico scorre tra i pini marini.
    Una mattina qualunque, di un'estate che proprio qualunque non è, in un villaggio costiero come tanti altri, seppur addolcito da quel sapore di azzurro Francia .
    L'auto frena, rantola, e ansante si ferma. Qualche respiro nell'afa di agosto. Finestrini abbassati, dai polmoni delle due donne fuggono le parole di una canzone troppo sentita, troppo sofferta, troppo compatita.
    Nel caos di portiere, ruote e retrovisori spunta quel volto.
    Occhi velati dalle immagini del Mondo, grigi avanzi di antichi azzurri sfumati. Spenti fili grigi , sporchi, spezzati, matrattati, stretti in un laccio che ne ha viste più di lui. Si avvicina, lentamente si piega sulle sue stanche ginocchia.
    Inaspettata la sua velata serenità si lascia incorniciare da una barba vecchia di giorni.
    Non domanda spicci o monete, nè acqua, ne qualcosa da mettere sotto i denti. Dignitosamente vive la sua povertà.
    Non chiede, non parla. Sotto ai baffi ingialliti si apre solo un sorriso, interrotto quà e là da qualche dente mancante.
    Il capo si inclina, si avvicina l'orecchio buono, in una buffa posizione.
    Le mani nodose e macchiate dagli anni intonano una dolce danza . Una mano delicata si apre, e silenziosamente prega per qualche altro attimo di quel'amabile ritmo.
    Non parla, non chiede, non implora.
    Ascolta, ringrazia e se ne va.
    November 07

    Braccia

    - Fino a quando ci sarà un paio di braccia disposto a stringerci, saremo in salvo.
    Basta che siano braccia, poco importa di chi, e non sentiremo più freddo.
    Mi immergo in questo abbraccio-
     
    Marcela Serrano
     
    Non neghiamo, l'amore è egoismo. E' necessità di tenere, necessità di prendersi cura. Necessità di sentimento. Necessità di importanza . Poco importa che sia reale.
    E' amaro, crudo, inaccettabile, ma se non vi sta bene, lamentatevi con la natura.
    Certo è forse l''unica forma di egoismo poco dannoso. In genere.
     
     
    November 04

    Notre Dame

    In un'anonima strada senza il fascino del centro senza il fascino dell'abbandono periferico
    senza nobilità senza volgo senza caste senza parte nè porte
    senza passione sentimento disperazione
    in una strada senza distinzione
    un'anonima donna ripara col suo autunnale ombrello una vecchia gobba titubante
    -L'accompagno signora - La mia è la casa accanto
    La vecchia è temprata, così dice.
    La sua gobba parla per lei
    L'anonima tace anonimamente nell'eccezionalità del suo gesto.
    Volge il silenzio, disturbato dalle pesanti acque
    Un tramonto d'autunno
     
    November 03

    Libretto d'istruzioni

    Ognuno di noi dovrebbe avere un libretto di istruzioni. O meglio, ognuno di noi dovrebbe scriverne uno per se stesso.
    Multilingue, possibilmente. Magari anche diviso per capitoli, ordinato, chiaro e consultabile velocemente. In fin dei conti siamo alle porte del 2009,siamo nell'era della tecnologia. Ci sono libretti di istruzioni per ogni cosa. Guardatevi intorno, aprite una qualsiasi scatola di un qualsiasi oggetto. Ci sono istruzioni per ogni cosa. Istruzioni per la digitale, per il PC, per il Tom Tom, per l'I-phone, per le cucine ikea.( E fin quì è anche normale dato che senza istruzioni la maggior parte di noi non saprebbe neanche in che verso guardarli). Poi ci sono oggetti che sembrano inventati appositamente per potervi allegare delle istruzioni. ( ovvero quegli oggetti di cui senza istruzioni non potremmo neanche mai immaginare l'uso). macchina del pane ( uno shuttle in miniatura), macchina chiudi-sacchetti ( che sta facendo fallire la sopraccitata IKEA - non vende più quelle fantastiche barrette colorate che hanno rallegrato le case di tutti), cornici digitali ( ammetto di aver pensato fossero TV in miniatura). Infine esistono istruzioni per l'uso per gli oggetti meno complessi della storia. Istruzioni di 10 cm per le sorprese kinder; istruzioni per gli abiti. ( ormai le etichette sono talmente lunghe che disegnano la forbicina per farti capire di tagliarle); istruzioni per i post-it, per i portafoto, per le penne, per i quaderni ad anelli. Tutto ha delle istruzioni per l'uso, tranne l'uomo. si, ci sono la psicologia, e la medicina. Ma funzionano più o meno come la statistica, forniscono dei modelli. Ognuno di noi in realtà funziona a modo suo, e sarebbe molto più logico avere un proprio libretto d'istruzioni. E' come se esistesse un solo manuale d'uso per tutti i cellulari. Funziona molto di più averne uno per ogni modello.
    E in allegato ad ogni libretto di istruzioni ci dovrebbe essere una scheda tecnica riassuntiva. capitolo 1: il mio corpo. ( Fidatevi, non è così scontato, ed è molto utile!); capitolo 2: i miei valori di base; capitolo 3: pregi e difetti (quando si dice "la trasparenza"...); capitolo 4: come divento felice; capitolo 5: come reagisco quando sono arrabbiata/triste/depressa ( o al maschile); capitolo 6: io e i miei problemi dietetici; capitolo 7: come mi comporto quando sono innamorata; capitolo 8: i miei gusti : cibo, vestiti, uomini/donne, sorprese, musica, sport, serate, film, amici; capitolo 9: come influsice il ciclo mestruale su di me ( per le donne)- come incide sul mio umore il numero di capelli che alla mattina trovo sul cuscino ( per gli uomini). capitolo 10: domande di ripasso.
    Penso che la nostra anima e il nostro corpo siano un minimo più complicati di pupazzetti, mobili, e ammennicoli vari. Ma allora perchè TUTTO ha un libretto di istruzioni, ma nessuno ha mai pensato a farne uno per se stesso?
    Sarebbe tutto più facile. Troppo facile?
    October 15

    Esperimento: prendi una mela...

    Esperimento:
     
    - Prendete una mela
    - Tagliatela in due parti della grandezza che preferite
    - Assicuratevi che le due parti siano perfettamente staccate una dall'altra
    - Ora ricomponete la mela con le due parti tagliate: coincidono? Dovrebbero.
    - Ora mettete le due parti separate in frigorifero, e tiratele fuori tra una settimana.
     
    Dopo una settimana:
     
    - Prendete le due parti della mela, e ricomponete il frutto.
    - Le due parti coincidono? A meno che abbiate usato una mela transgenica... non dovrebbero.
    - Rimettete le due parti separate in frigorifero per un mese
     
    Dopo un mese:
     
    - Tirate fuori le due parti della mela ( se riuscite a trovarle dopo la decomposizione)
    - Provate ad accostarle: le due parti coincidno? Assolutamente no. ( Neanche se avete usato una mela transgenica)
     
    Conclusioni dell'esperimento:
    Volendo anche ammettere che la teoria delle due parti di una mela sia vera, che al Mondo in un passato indefinito ci fossero solo esseri androgini, che un giorno qualcuno o qualcosa li divise in due parti, una femminile e una maschile, e che di conseguenza per ognuno di noi al Mondo esista "la parte mancante" ( l'altra parte della mela)... è evidente come le due parti non potranno mai combaciare. Come è facile osservare, il tempo modifica la forma e la struttura del frutto ( figuriamoci la nostra), piano piano esso si decompone, i suoi confini si corrodono a causa dell'aria con cui viene in contatto.
     E si è parlato di una mela, e di 5 settimane di esperimento.
    Come possiamo pretendere di trovare NOI la parte che ci manca, dopo essere stati separati per milioni di anni?
    Potrà il tempo non aver agito sul taglio che ci separa dalla nostra parte mancante? E' da escludere. E allora come può essere possibile per noi trovare quella parte, se non sappiamo neanche come riconoscerla?
    Non mi resta che augurarvi buona ricerca, miei prodi cacciatori della metà perduta
    October 12

    una rosa

    A tutti quelli che vorrebbero qualcuno che dicesse queste parole, e a tutti quelli che vorrebero dire queste parole. Perchè amano, o semplicemente perchè capiscono.
     
    Ti regalerò una rosa
    Una rosa rossa per dipingere ogni cosa
    Una rosa per ogni tua lacrima da consolare
    E una rosa per poterti amare
    Ti regalerò una rosa
    Una rosa bianca come fossi la mia sposa
    Una rosa bianca che ti serva per dimenticare
    Ogni piccolo dolore
     
     

    Chi vince prende tutto

    Abbiamo riso tantoieri sera, fino alle lacrime. Pii è arrivata questa canzone e le lacrime per 5 minuti sono state vere. E ognuna di noi credeva di essere l'unica. Ma quando hanno acceso le luci e ci siamo guardate in faccia, Powe rangers, non vi siete sentite un po' meno sole?
     
    THE WINNER TAKES IT ALL
     
    I don't wanna talk
    About things we've gone through
    Though it's hurting me
    Now it's history
    I've played all my cards
    And that's what you've done too
    Nothing more to say
    No more ace to play

    The winner takes it all
    The loser standing small
    Beside the victory
    That's her destiny

    I was in your arms
    Thinking I belonged there
    I figured it made sense
    Building me a fence
    Building me a home
    Thinking I'd be strong there
    But I was a fool
    Playing by the rules

    The gods may throw a dice
    Their minds as cold as ice
    And someone way down here
    Loses someone dear

    The winner takes it all
    The loser has to fall
    It's simple and it's plain
    Why should I complain?

    But tell me does she kiss
    Like I used to kiss you?
    Does it feel the same
    When she calls your name?
    Somewhere deep inside
    You must know I miss you
    But what can I say?
    Rules must be obeyed

    The judges will decide
    The likes of me abide
    Spectators of the show
    Always staying low
    The game is on again
    A lover or a friend
    A big thing or a small
    The winner takes it all

    I don't wanna talk
    'Cause it makes me feel sad
    And I understand
    You've come to shake my hand
    I apologize
    If it makes you feel bad
    Seeing me so tense
    No self-confidence
    But you see

    The winner takes it all
    The winner takes it all

    The game is on agein
    A lover or a friend
    A big thing or a small
    The winner takes it all

    Attendere

    Oggi ho imparato una cosa nuova: mai lasciar passare troppo tempo senza scrivere. Perchè? Perchè poi si ha troppo da dire. E non si sa da dove iniziare, e i pensieri, le parole, le sensazioni si accumulano, e poi fanno a pugni nel cervello, e alla fine non vince nessuno. Una guerra tra pensieri persa in partenza da tutti. Oggi, il  primo pensiero che esce tutto sommato illeso riguarda l'attesa.

    Il 17 di agosto riscoprivo l'attesa come pieno spazio di pensieri per noi stessi, non più sterile vuoto.

    Oggi imparo a smettere di aspettare, ad eccezione di me stessa. Avete mai aspettato voi stessi? Aspettare i propri tempi.Aspettare le proprie decisioni: non sempre sono immediate. Aspettare un treno perchè ci va di aspettarlo. Prendere un treno perchè ci va di prenderlo. O perderlo, e aspettare quello dopo.

    Nella vita continuiamo ad aspettare tutti e tutto, fuorchè noi. Da bambini aspettiamo che la mamma ci venga a prendere, o il papà. che non arriva mai. All'asilo aspettiamo di andare alle elementari, solo perchè così ci dicono che saremo grandi. In quinta aspettiamo di andare alle medie, sempre per lo stesso motivo. In primavera  aspettiamo le vacanze estive, ad agosto aspettiamo il rientro a scuola, a settembre aspettiamo Halloween, ad Halloween aspettiamo S.Ambrogio, poi aspettiamo Natale, poi Capodanno, e poi l'Epifania, che tutte le feste se le porta via, ma in realtà no, perchè noi iniziaeremo ad aspettare Carnevale, e a carnevale Pasqua, poi ancora l'estate e così via. Alle medie aspettiamo le mestruazioni, perchè così saremo grandi ( nessuno ci dice che sarà solo una rottura di palle mensile). Poi aspettiamo la prima superiore, perchè finalmente usciremo dal quartiere, e vivremo il sogno di ogni ragazzina: la depilazione, perchè "fa donna". Dopo 5 minuti scopriremo di essere state fregate per la seconda volta . O per la terza, se si conta il tanto atteso arrivo del cellulare, ingannevole illusione di libertà.

     Poi tutte le mattine al liceo aspetteremo il suono della campanella della quinta ora ( se si è fortunati, ovviamente, perchè c'è chi come noi doveva aspettare la sesta), perchè finalmente andremo a casa. E a questo punto arriveranno i guai seri, perchè ( sempre se ci è andata bene e non abbiamo iniziato prima), inizieremo ad aspettare un uomo.

    Fino a una decina di anni fa perlomeno, l'attesa era una questione tra uomo e donna, e al massimo si attendeva una telefonata. Oggi no, oggi l'attesa si è moltiplicata, perchè si attende il messaggio, si attende la mail, si attende la chiaccherata su msn, e l'amicizia su facebook. Se hai 13 anni poi attendi anche lo squillo, l'emoticon e l'mms, che è anche peggio. Poi inizia ad aspettare che ti inviti a cena, che ti baci, e così via ( anche se casualmente per questo non c'è da aspettare molto).

    Tempo due settimane e la sera inizi ad attendere che passi a prenderti, con 40 minuti, o un'ora di ritardo. Ma sei contenta lo stesso, perchè la volta prima non è neanche arrivato.

    E la vita prosegue così, aspettando qualcosa che a volte non arriva, e il resto delle volte arriva in ritardo. E quando arriva in orario è talmente prevedibile da daprimerti.

     

    Ma a noi chi ci aspetta? io intanto inizio ad aspettarmi da sola

     

     

     

     

    September 28

    Le due case

    C'è sempre un altro lato della medaglia. Una parte nascosta di noi. In genere è la peggiore. Su, è inutile stare a raccontarsela, siamo onesti. E' una parte che c'è in ognuno di noi.
     
    Immaginate di avere una bella casa, con dei bei mobili, dove rintanarsi nei freddi giorni di pioggia. Dove bere tisane e cioccolate, dove cucinare biscotti, leggere, studiare, guardare film, festeggiare, fare l'amore, coccolarsi, chiaccherare, nascondersi.
    Ecco, è come se poi, oltre a questa casa, ne aveste un'altra, quasi segreta, appartata. Ora immaginate di usare la seconda come magazzino del vostro schifo. Immaginate di accatastare lì dentro marciume sopra marciume, uno dopo l'altro, tutto il peggio che c'è in voi; la violenza, la cattiveria, l'invidia, la gelosia, i brutti ricordi che avete dentro, i giorni di cui vi vergognate, le umiliazioni che avete inferto, le parole che non avreste mai voluto pronunciare, resti di vita, spazzatura delle giornate trascorse, avanzi dei mattoni con cui avete costruito la vostra persona. Immaginate di gettare alla rinfusa tutto ciò di materiale e di immateriale che se posto nella vostra calda e accogliente abitazione potrebbe rovinarvi la vita, ricordarvi come siete veramente.
    Così si spiega come vivere meglio. Chiusa la porta della seconda casa, se ne sarete capaci ( non tutti lo sono), tornerete alla vostra serenità, alle vostre pareti colorate, ai vostri tappeti, ai vostri zuccherosi cuscini , alle vostre fotografie più belle, alle cornici, alle tovaglie colorate, ai quadri, alla vostra musica, agli incensi ed ai profumi che vi addolciscono la vita.
    E' difficile, ma a quanto pare possibile. C'è chi ci riesce.
    C'è chi ha bisogno di un monolocale, chi solo di uno sgabuzzino, chi di una casa intera.
    Ora non so se prima o poi il magazzino dello schifo si saturi ed esploda. Questo davvero non lo so.
    Forse prima o poi la consapevolezza dell'esistenza di quel luogo ci attanaglierà. E saremo costretti a pulire, e imbiancare come si deve.
     
    E pensate che non si tratta solo di una metafora
    September 27

    Alla faccia

    Alla faccia dei "non vali niente"
    Alla faccia dei "non ce la farai"
    Alla faccia dei "sarai la rovina di chi ti starà attorno"
    Alla faccia dei "sei patetica e psicopatica"
    Alla faccia del tuo disprezzo e delle tue risate ironiche e altezzose
    Alla faccia di tutto questo dico grazie, perchè se non ti avessi incontrato forse sarei stata più serenza,  ma non sarei quello che sono oggi. Mi hai costretto a cambiare, mi hai costretto a reagire, mi hai costretto a combattere contro il mostro della tristezza, mi hai costretto ad aprire gli occhi e guardarti, a guardare lo s chifo che avevo davanti e la possibilità di liberarmi.E infine mi hai costretto a rinascere. Incredibilmente, grazie.
     
     
     
     
     
    September 20

    Precisazioni. Forse cattive, ma precisazioni.

    Precisazioni...
     
    - Rimbaud sapeva capire il senso di una metafora, diversamnente da certe altre persone. Ecco l'ennesima dimostrazione dell'inutilità di certi aulici linguaggi, snocciolati alla rincorsa di un'immagine Bohemienne ormai sepolta. Del poeta maledetto si finisce per avere solo una parte. La seconda.
     
    - Ammissione di colpa: io, prima ad aver abboccato al fascino del poeta maledetto. Io, davvero molto scema. E' finita che del poeta poi, mi sono beccata solo la maledizione. Ora dico "Grazie al cielo"
     
    - Apprezzo questo interesse per i problemi e i blog dei Power Rangers... ma... non rientrava nei canoni dello sfigato?
     
    - Quante etichette ti hanno regalato per il Battesimo? Devono essere state tante, visto che non puoi fare a meno di piazzarne una in testa ad ogni persona che conosci. ( e anche che non conosci)... si, devono essere state davvero tante!
    E questa sarebbe una vita serena?Ma non faccè ridèèèèèè. E più che altro... machissenefrega!!! Ti abbiamo chiesto qualcosa?
     
    - "AMICHE" non si scrive con la KAPPA. Idem per "CHE", e "CHIAMAMI".I baci sono i baci, al limite i KISSES. Ma i KISS KISS decisamente NO. Ed Hello Kitty era simpatica a 13 anni. Ora non è neanche trash; ora è proprio idiota.
     
     
    September 15

    Il primo cerchio è stato rotto

    Metà settembre, e la Fra ha rotto il cerchio della sfiga, oltre quello dell'amore libero. Riuscirà anche a rompere il cerchio delle sizze? Confidiamo in lei. E intanto la ringraziamo